Abusivismo a Lampedusa, sigilli anche alla villa di Baglioni

Novanta indagati, escluso il cantante, edifici e ville sequestrati. E' il bilancio dell'operazione coordinata dalla procuratore capo di Agrigento, Renato Di Natale

LAMPEDUSA. Novanta indagati, edifici e ville sequestrate: è il bilancio di un'operazione antiabusivismo in corso a Lampedusa, coordinata dalla Procura di Agrigento. La Guardia di finanza ha messo i sigilli anche alla villa della società Cala Creta in cui abita di Claudio Baglioni. Il cantante non è tra gli indagati. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip Albero Davico su richiesta del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e del sostituto Luca Sciarretta.

Al centro dell'inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Agrigento Renato Di Natale, ci sono i lavori di edilizia compiuti negli ultimi 40 anni a Lampedusa, dalle lottizzazioni avviate agli inizi degli
anni Settanta del secolo scorso ad oggi agli interventi successivi alla costruzione.

Le irregolarità sarebbero emerse da indagini della Guardia di Finanza e da consulenze tecniche disposte dalla Procura e per questo il Gip ha accolto la richiesta di sequestro di aree, fabbricati, terreni e opere appartenenti, a vario titolo, ai 90 indagati, per la maggior parte proprietari di immobili o società immobiliari e edili, e ad altri soggetti non coinvolti nell'inchiesta. Il Gip ha ritenuto sussistente il concreto ed attuale pericolo che la libera disponibilità delle aree e dei fabbricati oggetto della indagine possa aggravare le conseguenze delle gravi condotte di lottizzazione abusiva accertate, e agevolare la commissione di altri reati, connessi al processo di
speculazione edilizia.

Indagini sono in corso da parte della Procura della Repubblica di Agrigento anche in relazione ad altre ipotesi direato, in particolare contro la pubblica amministrazione:accertamenti sono in corso all'Ufficio tecnico del Comune di Lampedusa e alla Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento.

Tra i 90 indagati figurano anche l'ex soprintendente ai Beni Culturali di Agrigento, Gabriella Costantino, il direttore della Casa Museo Luigi Pirandello, Vincenzo Caruso, e l'ex capo dell'Utc di Lampedusa, Giuseppe Gabriele.

Le accuse formulate dalla Procura di Agrigento, a vario titolo, sono di lottizzazione abusiva. La maggior parte degli indagati non sono agrigentini. Molti vivono a Roma, Milano, Udine, Ferrara, Brescia, Modena, Monaco di Baviera. Altri, ancora, a Palermo, Catania, Agrigento. Una parte residuale è nato o vive nell'isola.

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