Occupazione, aziende in piena crisi Ecco la mappa del «lavoro a rischio»

Il segretario provinciale della Filcams Cgil, Franco Castronovo, lancia l'allarme: «Emergenza sociale continua»
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Insostenibile. Così il segretario provinciale di Filcams Cgil, Franco Castronovo, ha definito la situazione legata alle vertenze nei settori del terziario, del turismo e dei servizi in provincia di Agrigento dove, rispetto al 2011, sono raddoppiate le richieste per accedere agli ammortizzatori sociali. Ad aggravare la situazione, come a dire che oltre al danno c'è pure la fatidica beffa, il mancato trasferimento da parte della Regione dei fondi da impiegare nelle misure di sostegno al reddito quali cassa integrazione e mobilità.

"Ipacem" e "SiculaCiclat". Sono 223 i lavoratori in provincia impiegati nelle pulizie di edifici scolastici e divisi tra le due ditte: si tratta di ex art 23 ed ex lsu (provenienti dal bacino di aziende chiuse in questi anni) stabilizzati con contratti di 35 ore. A causa di una riduzione le ore lavorative sono calate di 4 unità e, quindi, fanno ricorso alla cassa integrazione che, comunque, cesserà i propri effetti a dicembre. Nel periodo estivo vengono 'sospesi' seppure potrebbero occuparsi della cura del verde o di servizi di guardiania.

"Blue coop". Alla ditta sono appaltati il servizio di smistamento e distribuzione dei pasti dell'ospedale "S.Giovani di Dio" ed il servizio di pulizie e custodia non armata nel Palazzo di Giustizia. Per quest'ultimo, gli oltre 30 dipendenti aspettano ancora lo stipendio di settembre. Per la mensa del nosocomio, da gennaio si aspetta un bando dell'Asp per lavori di messa in sicurezza dei locali in cui, comunque, i 18 addetti continuano a lavorare con contratto part time ma a stipendio ridotto del 40 per cento: non hanno ancora percepito nulla dalla cassa integrazione.

"Consorzio Meridionale Servizi". Sono 6 gli addetti a pulizie ed assistenza ai bagnanti della piscina di Villaseta: hanno dichiarato lo stato di agitazione per chiedere la retribuzione di agosto oltre a quella di settembre. Anche loro hanno un mote ore che ha subito riduzioni.

Supermercati affiliati Despar. Nei giorni scorsi hanno chiuso a Sciacca e Canicattì due strutture con un totale di 25 dipendenti senza occupazione: si sta procedendo alla richiesta di ammortizzatori, tra cassa integrazione e mobilità.

"Euronics" - 'Gruppo Ferrigno'. Sono circa 50 gli impiegati dei negozi di elettronica all'interno di centri commerciali che fanno già, o faranno i conti a giorni, con la disoccupazione. "Intercom srl" ha già chiuso il negozio all'interno del centro "Le Rondini" e i dipendenti usufruiscono di mobilità in deroga. A giorni è prevista la chiusura dei negozi facenti capo a "Centergross Sicilia srl" interni ai centri "San Giorgio" di Licata ed "Il Corallo" a Sciacca: il 30 è fissato un incontro per l'esame congiunto dei sindacati confederati della richiesta di mobilità ordinaria: 2 anni fino a 40 di età, 3 anni fino a 50 anni e 4 anni per gli over 50.

"La lucente" subentra ad "Ecoplus". Sono oltre 50 gli addetti alle pulizie delle sedi centrali e delle filiali di Unicredit-Banco di Sicilia della provincia. Hanno subito una decurtazione del 40 per cento del monte ore: questo significa tagliare uno stipendio che già di per sé è un part time.

"Sghr". Dal tour operator di Mestre, amministrato dall'imprenditore pugliese Vantaggiato, dipendeva fino a un anno fa la gestione di "Torre Macauda". Il complesso alberghiero occupava più di 200 unità adesso 'sospese' e molti senza indennità di disoccupazione per non aver maturato, con contratti bimestrali, i 78 giorni necessari. La Cgil sta seguendo i procedimenti in sede giudiziaria per il recupero di decine di migliaia di euro di spettanze pregresse, mentre per alcuni si è fatto ricorso all'Ispettorato del lavoro.

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