Ribera, arrivate le analisi: "L’acqua è parzialmente inquinata"

Dal Laboratorio provinciale è arrivato l’atteso responso sui campioni prelevati in diversi punti della città
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Allarme inquinamento idrico, scattato mercoledì della settimana scorsa, rientrato anche se parzialmente. I riberesi, tranne quelli che abitano in una zona del quartiere di santa Teresa ben delimitata, potranno continuare ad utilizzare l'acqua distribuita da "Girgenti acque" anche per usi potabili.

Lo ha reso noto il sindaco Carmelo Pace, dopo che con un fax arrivato ieri mattina dall'Azienda sanitaria provinciale - Dipartimento di Prevenzione del Distretto sanitario di Ribera, è stato comunicato che, a seguito di analisi effettuate su vari campioni di acqua prelevati nel comune di Ribera, l'esito risulta parzialmente favorevole e pertanto l'acqua, in distribuzione nel territorio di Ribera, è potabile. Il fax, però, chiarisce che in una zona della città, quella del "Cortile Barone", a partire dalla Via Fazello ad arrivare alla Via Belmonte, e più specificatamente nelle seguenti Vie Parlapiano, Neri, Gambino e nella piazza cortile Barone, dove si trova una (un'altra è nel corso Umberto primo) delle poche vecchie fontanelle pubbliche rimaste in città, non ci sono ancora le condizioni per togliere il divieto di utilizzo per uso potabile. Si tratta di una zona che già in altre occasioni è stata al centro di situazioni simili quella che si è registrata e continua a registrarsi in questi giorni. Qui sarà necessario operare ancora dei controlli accurati per individuare le cause ed apportare i relativi rimedi per mettere nelle condizioni la popolazione residente di utilizzare anche per uso potabile l'acqua erogata.

L'esito delle analisi era atteso da diversi giorni per giovedì scorso. Poi, però, la comunicazione definitiva è scivolata ancora e questo ha provocato l'intervento di un consigliere comunale, Vincenzo Russo, di "Grande Sud", il quale ha sottolineato che "per monitore i coliformi fecali bastano 48 ore" e che tra l'altro il Comune poteva attrezzarsi e "con poche centinaia di euro poteva immediatamente dare mandato ad un laboratorio accreditato dal Ministero della salute per un'analisi microbiologica e fisico-chimica senza aspettare dieci giorni il rapporto di prova da parte di "Girgenti acque" e da parte dell'Asp". Il consigliere riberese ha sostenuto ”che in provincia di questi laboratori ce ne sono almeno quattro". "Nessuno dei miei uffici - chiarisce a proposito il sindaco Pace - mi ha informato di una possibilità simile, avendo appreso anzi che dovevamo avere i risultati dell'Asp in questi casi. Non comprendo come mai il consigliere Russo, come uomo delle istituzioni, non abbia pensato di informare lui gli uffici comunali prima della stampa”. Polemiche a parte adesso i riberesi, tranne quelli della zona di Cortile Barone, possono tirare un sospiro di sollievo dopo dieci giorni di disagi vari, anche se dovranno continuare a vigilare in riserve e cisterne varie per assicurasi con i dovuti accorgimenti che l’acqua erogata prima dell’allarme possa essere utilizzata regolarmente.

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