L’Ipia costruito con cemento scadente: Nessuno pagherà, il reato è estinto

Un fascicolo era stato aperto dopo la chiusura dell’istituto dichiarato a rischio sismico. Aule in prestito da altre scuole

AGRIGENTO. Nessuno pagherà mai. Non ci sarà un processo, una requisitoria, una sentenza. Chi ha realizzato l'istituto per l'industria e l'artigianato "Fermi" di via Piersanti Mattarella, ad Agrigento, utilizzando cemento depotenziato, non verrà chiamato a rispondere, non in sede penale almeno, delle proprie, presunte, responsabilità.
La prescrizione - quell'istituto giuridico che grazie al trascorrere del tempo tutto o quasi "cancella" - si è "abbattuta", quasi fosse una mannaia, sugli eventuali reati che lo Stato, per effetto del trascorrere del tempo e dunque grazie alla prescrizione appunto, rinuncia a perseguire. Il fascicolo di inchiesta per l'ipotesi di reato di truffa aggravata, contro ignoti, aperto dalla Procura della Repubblica a metà settembre, è destinato, pertanto, ad essere archiviato. L'edificio scolastico è stato costruito fra il 1975 ed il 1977.
«Non potranno essere accertate e sanzionate eventuali responsabilità - ha confermato ieri il procuratore capo di Agrigento Renato Di Natale - perché è maturata la prescrizione. Eventuali responsabilità, in astratto, potranno però essere cercate e trovate, a meno che non sia intervenuta anche in questo caso la prescrizione, in sede civilistica. Ma è necessario - ha spiegato Di Natale - che il proprietario dell'edificio scolastico dia il necessario input».
E la Provincia regionale di Agrigento, l'ente che fece eseguire i necessari controlli sulla sicurezza ed agibilità dell'Ipia e che firmò l'ordine di sgombero appena cinque giorni prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, sembrerebbe essersi già mossa per tempo. «Avendo acquisito una notizia di reato, oltre a mandare tutti gli atti in nostro possesso, che evidenziavano l'emergenza sicurezza all'Ipia Fermi - un'emergenza dovuta alla costruzione con cemento depotenziato - alla Procura della Repubblica di Agrigento - ha spiegato ieri mattina il presidente Eugenio D'Orsi - lo abbiamo fatto anche alla Procura presso la Corte dei Conti. Se sussistono le condizioni, a meno che, appunto, anche in questo caso non sia intervenuta la prescrizione, si darà il via alla causa civile».
La Provincia, intanto, ha già avviato le procedure per la progettazione dell'adeguamento strutturale dell'Ipia. I tempi per mettere nero su bianco quali interventi siano necessari, stabilendone anche i relativi costi, per tornare a garantire l'agibilità statica, non potranno però essere certamente brevi. «Entro la settimana - conclude D'Orsi - firmeremo il contratto per prendere in affitto l'immobile nella zona dell'ospedale "San Giovanni di Dio" per far sì che gli studenti dell'Ipia non seguano più le lezioni coi doppi turni in altri istituti vicini, ma con un orario regolare».
«Gli alunni stanno sopportando stoicamente questo orario ridotto e pomeridiano (dalle 14,10 alle 17,30 ndr.) - ha spiegato, invece, il dirigente scolastico Francesco Casalicchio - . Recupereremo il tempo perso, con qualche ora in più quando potremo ricominciare a fare lezioni di mattina e nei giorni che la scuola ha di chiusura per festività e ponti vari».

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