Affitti alla Provincia, D’Orsi: «Verifiche sui canoni da pagare»

Patrimonio immobiliare. Dopo la sentenza del tribunale di Palermo che sblocca il contenzioso con la Prefettura, l’ente ha avviato un giro di vite
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Il primo traguardo, ossia fare in modo che la Prefettura paghi quanto dovuto per i 49 vani che ha in affitto dalla Provincia, è stato raggiunto. Prima ancora, però, la Provincia regionale di Agrigento - senza grande clamore - ha messo in mora anche la Casa della Speranza, facendosi liquidare i 200 mila euro di cui era creditrice per la locazione dell'immobile. Adesso, ma non per questione di morosità, è tempo di fare sgomberare dal palazzo del viale della Vittoria il Provveditorato agli studi e di monitorare altre situazioni che potrebbero rivelarsi complesse. La Provincia regionale tenta di far cassa e di ripristinare situazioni equivoche, tenta anche di recuperare, se non altro per gli ultimi 5 anni, il dovuto per i passi carrabili su strade provinciali e per i "passaggi" di fili elettrici e tubature varie. E, poi, c'è sempre pronto quel piano di alienazione dei beni provinciali non sfruttati.
«Le Province regionali - ha detto, ieri, il presidente Eugenio D'Orsi - rischiano di chiudere per anoressia, non certo per decreto legge. Ecco, noi, vogliamo evitare, con delle scelte impopolari ma coraggiose, che questo accada. E una delle strade che abbiamo iniziato a percorrere dal 2008 è proprio quella di una maggiore attenzione al patrimonio immobiliare dell'ente. Prima ancora d'arrivare alla causa civile con la Prefettura siamo riusciti a farci pagare i 200 mila euro che ci dovevano dalla Casa della Speranza. In questo caso - spiega - c'era una situazione paradossale: non veniva pagato l'affitto di Casa della Speranza, ma la Provincia gli dava un contributo di solidarietà di 200 mila euro. Abbiamo azzerato il debito e con lo stesso contributo che gli diamo, di 200 mila euro appunto, riusciamo, a stretto giro, ad avere la garanzia che l'affitto annuale ci venga pagato».
Il monitoraggio dei beni immobili della Provincia ha evidenziato, però, altre criticità. «C'è un bene di nostra proprietà - dice, ancora, D'Orsi - a Ribera. Non ricordo con precisione quale sia la situazione, se è stato affidato o meno ad una associazione o ad un altro ente. So per certo, però, che se continuano ad essere morosi, gli faremo causa».
Per quanto riguarda il Provveditorato agli Studi non c'è che una certezza. «Verrà trasferito al Villaggio Mosè - spiega D'Orsi - ed in questo modo la Provincia si riapproprierà in toto del palazzo del viale della Vittoria dove sistemeremo la polizia provinciale e trasferiremo il settore pubblica istruzione, lasciando libero e fruibile al pubblico l'orto botanico che lo scorso anno ha avuto visite per 6 mila studenti. Inoltre sempre per tentare di ripristinare la legalità - conclude il presidente - per gli ultimi 5 anni, prima per effetto della prescrizione è impossibile, stiamo cercando di recuperare il pagamento dei passi carrabili o l'attraversamento di fili Enel o acquedotti su terreni o strade della Provincia. Le nostre scelte sono state difficili e coraggiose. Del resto abbiamo tagliato all'osso anche tutti gli affitti che avevamo noi. L'obiettivo è garantire, da un punto di vista squisitamente finanziario, la sopravvivenza dell'ente e dei servizi».

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