Gesa, la raccolta procede a rilento

Gli istituti di ogni ordine e grado della città rimarranno chiusi anche domani. Cumuli di spazzatura a ridosso delle scuole
Agrigento, Cronaca

AGRIGENTO.  Procede lentamente, anche a causa dle maltempo di venerdì e sabato, la raccolta delle tonnellate e tonnellate di rifiuti accumulatisi in città in questi ultimi dieci giorni di sciopero selvaggio degli operatori ecologici di Gesa impegnati in una vertenza per il riconoscimento delle loro spettanze arretrate. Venerdì pomeriggio, il servizio era ripreso dopo che il Dipartimento regionale per l’emergenza aveva anticipato la firma dei provvedimenti di precettazione dei lavoratori ecologici che non sarebbero tornati a lavoro nonostante l’accordo siglato anche dalle loro stesse imprese, per accettare la proposta della gesa di un consistente anticipo sulle somme che devono ricevere dalle ditte come stipendi, quattordicesima e rimborsi 730 e altro. Gli operatori ecologici stanno lavorando con doppi turni, anche grazie alla discarica di Siculiana che viene lasciata aperta oltre gli orari consueti di chiusura, ma molti lavoratori, soprattutto negli ultimi giorni della protesta, risultano essersi messi in malattia, riducendo di fatto, il numero della mano d’opera disponibile sia sugli autocompattatori sia lungo le strade per la pulizia straordinaria delle città. Ieri è stato sgomberato lo spazio di via Porta di Mare a due passi dal Municipio, si vanno vi avia sgomberando le strade del centro e della Valel dei Templi, ma la situazione rimane molto grave nelle periferie e nel centro storico dove, come nel caso della strada che porta al monastero di Santo Spirito, i rifiuti impedisocno quasi il passaggio delle auto. Domani inoltre, comincia una settimana non facile per i 19 Comuni dell’Ato Ag2 molti dei quali, nonostant ei proclami e gli annunci dei giorni scorsi, non hanno affatto provveduto ad accreditare i soldi che avevano detto di essere pronti a versare alla Gesa. In arrivo ci sono i commissari ad acta già individuati dalla Regione che metteranno mano ai bilanci dei singoli comuni per vedere da dove attingere le somme senza le quali l’emergenza è pronta a riesplodere. La decisione non piace ovviamente ai sindaci e agli amministratori che la vedono come un’ingerenza nella gestione della cosa pubblica che il voto gli ha affidato, una gestione che però, in molti casi, è stata la causa stessa dell’arrivo dei commissari. Alcuni Comuni consorziati con la società d’ambito Ato Ag2, continuano a sostenere di rivolere la gestione diretta del settore rifiuti ma al contempo dichiarano di non avere soldi per pagare i debiti accumulati con Gesa. Un controsenso visto che gestione dei rifiuti ha un costo di milioni e milioni di euro, tanto superiore alle cifre che i comuni possono al momento sostenere, per cui occorrerà fare chiarezza oltre che proclami e annunci, per far sì che la cosa possa diventare realtà. Anche domani inoltre, le scuole di ogni ordine e grado di Agrigento, rimarranno chiuse in ottemperanza di un’ordinanza del sindaco Marco Zambuto che, rilevato come lo sciopero abbia provocato uno stato di particolare rischio igienico-sanitario, evidenziato anche dal Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale, ha sospeso le lezioni anche ieri visto che molti cumuli di spazzatura e diversi cassonetti bruciati si trovano proprio a ridosso delle scuole. Zambuto si è inoltre riservato la posisbilità di emettere ulteriori analoghi provvedimenti se dovesse perdurare la situazione di emergenza con la spazzatura ancora davanti le scuole nei prossimi giorni.

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