Cattolica Eraclea, una lapide in memoria di Giovanni Rizzuto

Così il suo paese d'origine ha voluto omaggiare il redattore capo del Giornale di Sicilia, scomparso lo scorso 29 marzo. Presente anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando
Agrigento, Cronaca

CATTOLICA ERACLEA. «Giovanni Rizzuto viveva nella sobrietà ed era anticonformista allo stesso tempo. Amava il confronto senza gridare e senza paura. Lui sussurrava. Vorrei che Palermo avesse altri Giovanni Rizzuto capaci di sussurrare idee». Lo ha detto ieri il sindaco di Palermo Leoluca Orlando alla scopertura di una lapide che intitola il Centro sociale per i giovani al redattore capo del Giornale di Sicilia, originario di Cattolica Eraclea e scomparso il 29 marzo scorso, stroncato da un male incurabile. Presenti la madre Maria Luisa Guccione, il fratello Ruggero, la sorella Maria Teresa, la moglie Aurora e le figlie Lulù e Bianca.
«A Giovanni Rizzuto, giornalista acuto ed uomo semplice che ha dato lustro alla sua Cattolica Eraclea», è la frase scolpita nella lapide. «Noi vogliamo – ha detto il sindaco Nicola Termine – che i nostri ragazzi ricordino che prima di loro qualcuno, partendo da Cattolica, ha realizzato il sogno della sua vita». Dopo la cerimonia nella chiesa del Purgatorio c’è stato un incontro, cui hanno partecipato anche il sottosegretario alla Salute Elio Adelfio Cardinale, il deputato Angelo Capodicasa, l’ex rettore Ignazio Melisenda Giambertoni, Giuseppe Augello, presidente dell’Ordine dei medici, il medico Pietro Leo, l’arciprete Nino Ciarraputo. Gaspare Borsellino, proprietario dell’Agenzia giornalistica Italpress, e il direttore editoriale Italo Cucci hanno annunciato l’apertura a Cattolica Eraclea di un corso di giornalismo «perché di Giovanni – ha detto Borsellino – resti una traccia concreta». Ha concluso l’incontro Giovanni Pepi, condirettore del Giornale di Sicilia, che ha ricordato i 40 anni di vita professionale che lo hanno legato a Giovanni Rizzuto: «La mia giornata cominciava sempre con una telefonata a Giovanni. Abbiamo accettato una sfida, quella di collegare ogni giorno un giornale ai nuovi spazi mediatici lungo i quali muove l’informazione. È un progetto che porta anche la sua firma. Sentiremo per questo di più la sua assenza nel fronteggiare la sfida difficile che ci attende. Con la sua morte la mia vita personale e professionale è cambiata».

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